Torna il Rally Bellunese

Il 23 e 24 marzo prossimi si disputa la 34^ edizione della importante corsa organizzata da Tre Cime Promotor

Fra poco più di due mesi, precisamente il 23 e 24 marzo prossimi, si disputerà il 34. Rally Bellunese, gara d’apertura del Campionato Regionale della specialità. La corsa, organizzata dalla rinnovata Associazione sportiva Tre Cime Promotor, presieduta da Achille “Brik” Selvestrel, si annuncia ricca di novità e spunti di interesse. Dopo il forzato annullamento dell’edizione numero trentatre, per la devastante ondata di maltempo abbattutasi sulla provincia di Belluno lo scorso fine ottobre, in concomitanza con l’appuntamento motoristico, gli organizzatori bellunesi hanno deciso di compiere un ulteriore sforzo per rilanciare il loro gioiello, una corsa di grande tradizione che nelle ultime edizioni, però, stava un po’ pagando, in termini di popolarità, la consolidata ripetitività del suo format. In casa Tre Cime Promotor si è deciso di proseguire sulla strada già imboccata per l’edizione di ottobre, mettendo mano alle prove speciali, al programma della competizione, al materiale promozionale e di servizio, inserendo la prova spettacolo in notturna e prevedendo, proprio per la prossima 34^ edizione, anche lo shakedown, ossia il particolare test effettuato a qualche ora dal via per verificare l’affidabilità e le regolazioni del mezzo che sarà utilizzato in gara. Il 34. Rally Bellunese, le cui iscrizioni si apriranno alle 8 di mercoledì 20 febbraio, proporrà 9 prove speciali per complessivi 82,38 chilometri. La prova spettacolo Oasi Circuit misurerà 3, 53 chilometri; le speciali Lentiai e Melere, rispettivamente di 7,20 e 14,55 chilometri, saranno affrontate tre volte ciascuna, mentre la speciale Cesio, di 6,80 chilometri avrà due passaggi. Sede di partenza ed arrivo sarà ancora una volta la piazza Maggiore di Santa Giustina, anche per onorare al meglio Maurizio Da Lan, l’appassionato collaboratore della Tre Cime Promotor, scomparso due anni fa e a cui il rally è dedicato. In attesa di approfondire i dettagli tecnici ed organizzativi della corsa di fine marzo, è interessante qui di seguito analizzare le edizioni del passato, quelle che, oltre quarant’anni fa, hanno aperto la strada al Rally Bellunese.

1975, la prima edizione. Vincono Leo Pittoni-“Fox”

Il primo Rally del Bellunese, valido per il Trofeo Rally Nazionali 2. Zona, si corse nella notte fra il 12 e il 13 luglio 1975. La corsa, con partenza ed arrivo in Piazza dei Martiri, si articolò lungo un percorso di 326 chilometri con otto prove speciali per complessivi 50 chilometri e registrò 150 iscritti, 135 partenti e una settantina di classificati. In quello stesso week-end motoristico si corsero altre gare prestigiose. Ad esempio, al Mugello, la gara di Formula 2 valida per il Campionato d’Europa piloti con un podio tutto italiano composto da Maurizio Flammini, Alessandro Pesenti Rossi e dal debuttante “Gianfranco” (vincitore dell’Alpe del Nevegal 1972 ed autore del record in prova nella tragica edizione 1973). I tre piloti tricolori misero in fila l’agguerrita concorrenza composta, tanto per citarne alcuni, da Jaques Laffite, Patrick Tambay, Vittorio Brambilla, Brian Henton, Harald Ertl, Jean Pierre Jabouille. Intanto, alla Bolzano-Mendola, vincendo a tempo di record la 34^ edizione, Mauro Nesti mise in bacheca con tre gare d’anticipo il primo dei suoi nove titoli continentali della montagna. Ad imporsi nel primo Rally del Bellunese fu l’equipaggio Leo Pittoni-“Fox”, su Alfetta GT Gruppo 2, regalando così il secondo successo assoluto all’Alfa-rally. Il podio fu completato dai vicentini Ceccato-Zona, su Fiat Abarth Gruppo 4, staccato di un minuto e 6 secondi; e da Bauce-Bocca, su Opel Ascona, con un ritardo di un minuto e 25 secondi. Un guasto meccanico manifestatosi nella terza prova tolse dai giochi la Lancia Stratos di “Tony”-De Marco, dopo che avevano vinto le prime due speciali in programma: “San Gaetano” e “Cirvoi”. In entrambi i passaggi sulla “Valmorel” il miglior tempo fu fatto registrare da Pittoni-“Fox”, primi anche sulla “Faller” e sulla “Passo Duran”. “Cirvoi 2” e “San Gaetano 2” furono appannaggio di Ceccato-Zonta e Ormezzano-Salvador (Alfa Romeo Alfasud), rispettivamente. Su Autosprint si arlò di “Eccellente l’organizzazione (di Scuderia Tre Cime di Belluno in collaborazione con l’A.C. cittadino) facilitata dalla piena collaborazione con i tutori dell’ordine”.

1976, la seconda edizione. Trionfa la Stratos di Altoè-Fornari

La notte fra il 24 e il 25 luglio 1976 fece da teatro alla seconda edizione del Rally del Bellunese, valido per il Trofeo Rally Nazionali con coefficiente 3, il massimo attribuibile. Lungo i 328 chilometri del percorso gli equipaggi furono accompagnati da meteo nuvoloso con frequenti e violenti scrosci d’acqua. Gli iscritti furono 152, i partenti 143, mentre i classificati furono “solo” 97, a conferma della selettività del tracciato messo a punto dagli organizzatori: Automobile Club Belluno (direttore di gara fu Nicola Barone, direttore dell’Ente di piazza dei Martiri) e Scuderia Tre Cime. Binomio eccellente, come confermato sulle colonne di Autosprint da Fabrizio De Checchi: “Una nota infine anche per l’Automobile Club Belluno e la Scuderia Tre Cime che alla seconda uscita organizzativa hanno dimostrato di meritare il massimo coefficiente assegnatogli dalla C.S.A.I.”. Mentre nella bagnata notte bellunese il rientrante Giuliano Altoè e il suo navigatore Fornari portavano la Lancia Stratos a vincere un Bellunese tirato allo spasimo e caratterizzato dal continuo alternarsi di nomi al vertice della classifica delle prove speciali (il podio fu completato dall’altra Stratos di Besozzi-Brusatti, nuovi leader del TRN; e dalla Porsche Carrera di Taufer-Sartoretto), si registrarono alcuni ritiri eccellenti. Adartico Vudafieri incappò in un’uscita di strada nella seconda prova speciale; Bauce fu appiedato dalla rottura del cambio sulla sua Opel Ascona, mentre Cabianca, dopo aver condotto una gara molto positiva e sempre vicino ai primissimi, fu messo fuori dal cedimento di una sospensione. La ps 1 “Sossai” fu vinta da Altoè con 8 secondi di vantaggio su Besozzi e Zordan. La ps 2 “Valmorel” registrò quattro piloti con lo stesso tempo: Zordan, Besozzi, Livero e Altoè, mentre staccato di 3 secondi, quinto, fu Cabianca. Nel primo passaggio sulla speciale “Pellegai” il più veloce risultò Besozzi con 5 secondi su Altoè e Pasetti, 6 su Liviero e 8 su Zordan; l’unico passaggio sulla prova speciale “Bolago” fu appannaggio di Taufer che prevalse per un secondo su Altoè, e distacchi più importanti sugli altri. Subito Taufer si confermò anche nel secondo passaggio sulla “Sossai”, vinta per un secondo su Altoè e Besozzi. Proprio il novarese e il trevigiano misero il sigillo al loro Rally del Bellunese realizzando il miglior tempo sulla “Valmorel 2” (Besozzi) e sulla “Pellegai 2” (Altoè).

1977, la terza edizione. Il bis di Altoè-Fornari

Ancora la pioggia torrenziale caratterizzò la terza edizione del Rally del Bellunese che si disputò nella notte fra il 9 e il 10 luglio 1977. Delle otto prove speciali in programma, per decisione delle autorità, ne vennero effettuate solo sei: annullato il doppio passaggio sulla “Cirvoi”. Le difficili condizioni meteo misero alla frusta gli equipaggi, tanto è vero che solo 50 risultarono i classificati e ben 37 i ritirati (gli iscritti erano stati 99). Il duello fra le Lancia Stratos-Michelotto di Altoè e Liviero risultò di alto livello con il primo, protagonista di un avvio lanciatissimo, capace di mantenere sul podio d’arrivo di piazza dei Martiri un margine di sei secondi sul rimontante avversario. Alla fine, Altoè vinse quattro ps, quelle del primo giro sulla “Praderadego”, “Zellant” e “Sossai” e quella del secondo sulla “Zellant”, mentre Liviero segnò il miglior crono nel secondo giro sulla “Praderadego” e sulla “Sossai”. Il podio fu completato dalla Porsche Carrera di Taufer-Sartoretto, della Scuderia Tre Cime, davanti alla Fiat 131 Abarth, di Aldo Pasetti e Gigi Pirollo, quarti assoluti. Si mise in luce, con la A 112, anche il locale Vanni Fusaro, autore di tempi incredibili, ma poi uscito di scena per uno spettacolare capottamento causato dalla marmitta incastratasi sotto una ruota. La classifica dei primi dieci assoluti fu completata da: Borsetto-Ulgelmo (Porsche Carrera), quinti; Pescarin-Hildon (Opel Kadett GTE), sesti; Zandonà-Barban (Opel Kadett GTE), settimi; Baggio-De Zottis (Fiat 131 Abarth), ottavi; Dus-Rorato (Opel Kadett GTE), noni; Tratter-Barbini (Fiat 124 Abarth), decimi.

1978, la quarta edizione. Finalmente Ceccato-Zonta!

Automobile Club Belluno e Scuderia Tre Cime misero in cantiere il quarto Rally del Bellunese che si disputò fra l’8 e il 9 luglio 1977. Gli iscritti furono 145, mentre gli ammessi al via risultarono 128. Di questi, ben 60 furono costretti al ritiro nel corso delle otto prove speciali disseminate lungo un percorso di complessivi 262 chilometri. Franco Ceccato e Piergiorgio Zonta, su Fiat 131 Abarth della neocostituita scuderia “4 Rombi”, voluta dai concessionari Fiat triveneti, ribaltarono le previsioni della vigilia che indicavano una gara molto incerta e combattuta. Aggiudicandosi sette delle otto ps in programma (due passaggi sulle “Praderadego”, “Signa”, “Sossai” e “Cirvoi”), Ceccato confermò brillantemente l’ottimo stato di grazia già dimostrato la settimana precedente a Udine, in occasioni del Rally Alpi Orientali. Sul traguardo di Belluno l’equipaggio della “4 Rombi” rifilò un distacco di quasi tre minuti ai secondi classificati, Marchiol-Campeis, su Porsche Carrera; e di oltre quattro minuti sui terzi, Borsetto-Degan, su Fiat 131 Abarth.

1979, la quinta edizione. Trionfa il bellunese Massimo Bonzo, su Fiat 131 Abarth

Il 14 e 15 luglio 1979 si disputò un’edizione “storica” del Rally del Bellunese. Storica lo sarebbe diventata, oltre che per la vittoria del bellunese Massimo Bonzo o per i primi passi di un equipaggio (Biasion-Siviero) che avrebbe fatto strada, anche per i fatti che seguirono e portarono ad una lunga sospensione delle competizioni automobilistiche in provincia di Belluno. La sesta edizione del Rally del Bellunese, infatti, venne organizzata ben dodici anni dopo quella vinta da Bonzo. Vinta la prima speciale Bonzo-Cernigai, su Fiat 131 Abarth, dovettero assistere al prepotente ritorno di Ceccato. Il pilota scledense chiuso il primo giro con un vantaggio di nove secondi sul compagno di colori feltrino. La corsa pareva segnata, ma sulla speciale “Col Falcon” la vettura di Ceccato ebbe delle noie elettriche che costarono al vincitore del 1978 la perdita di quasi un minuto e la certezza di potersi aggiudicare per la seconda volta consecutiva il Rally del Bellunese. Sul traguardo Bonzo-Cernigai precedettero Ceccato-De Antoni di 12 secondi e Pasutti-Bisol (Porsche RS) di 52. La classifica dei primi dieci fu completata, nell’ordine, da: Taufer-TYoffol, Porsche RSB; Zandonà-Stradiotto, Opel Kadett GTE; Pescarin-Alessandrini, Opel Kadett GTE; Moretto-De Campo, Opel Kadett GTE; Schizzi-Fughetta, Porsche RS; “Sam”-Salvador, Porsche SC; Tognana-Pizzini, Porsche Rs. Il Gruppo 1 fu appannaggio di Comini-Demattio, Opel Kadett GTE, con soli 4 secondi di vantaggio su Biasion-Siviero. Il Gruppo 2 fu conquistato da Pasutti-Bisol con 8 secondi sull’altra Porsche di Taufer-Toffol.

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