Oro a Kriechmayr nel SuperG uomini

Cortina 2021 Alpine Ski World Championships. Cortina d'Ampezzo 11/02/2021, Vincent Kriechmayr (AUT),Photo: Gabriele Facciotti Pentaphoto

La nuova pista Vertigine di Cortina d’Ampezzo incorona Vincent Kriechmayr. Il ventinovenne austriaco ha vinto la medaglia d’oro nel SuperG maschile che diversi atleti hanno faticato a interpretare nel modo corretto. Il passaggio subito dopo il salto Vertigine, disegnato dal tecnico italiano Alberto Ghidoni, andava gestito con esperienza e controllando in parte la velocità.

Argento al veterano Baumann

Kriechmayr ha conquistato il primo oro iridato della carriera, dopo l’argento e il bronzo in superG e in discesa ottenuti ad Åre nel 2019. Ha vinto con soli 7/100 di vantaggio nei confronti di Romed Baumann, tedesco di 35 anni che non saliva sul podio di un grande evento dal 2012 e che nel 2013 conquistò il bronzo nella supercombinata di Schladming, indossando però la tuta della nazionale austriaca. Due medaglie iridate, a distanza di otto anni, con i colori di due nazioni differenti.

Exploit del canadese Seger, quarto

La medaglia di bronzo è andata al francese Alexis Pinturault, attuale leader della Coppa del Mondo, che ha chiuso a 38/100 dalla vetta. Grande exploit del canadese Brodie Seger (pettorale 28), quarto a 42/100 dall’oro e e/100 dal bronzo. È il suo miglior risultato in carriera. Quinto l’italiano Dominik Paris (55/100).

Domani giornata dedicata alle prove cronometrata della discesa libera. Donne impegnate sull’Olympia delle Tofane, uomini sulla Vertigine.

Curiosità di gara

La prima gara maschile dei Mondiali di sci alpino Cortina 2021, il SuperG, è partito alle 13 di giovedì 11 febbraio. Giornata soleggiata, neve dura, temperatura alla partenza -1°C, temperatura all’arrivo -4°C. Percorso di gara sulla pista Vertigine tracciato dal tecnico dell’Italia Alberto Ghidoni con partenza a quota 2190, arrivo a quota 1560, dislivello di 630 metri con sviluppo di 2075 metri. Atleti iscritti 56, atleti classificati 34. Il rappresentante della Repubblica Ceca Ondrej Berndt, pettorale 44, non ha preso il via. Ben 21 concorrenti non hanno completato la discesa, addirittura i primi tre impegnati in pista: l’austriaco Christian Walder e gli svizzeri Loic Meillard e Mauro Caviezel. L’israeliano Benjamin Szollos, trentaquattresimo ed ultimo classificato, ha registrato un ritardo di 9 secondi e 65 centesimi dalla medaglia d’oro, l’austriaco Vincent Kriechmayr.

La classifica finale

  1. Vincent Kriechmayr (Austria) in 1.19.41;
  2. Romed Baumann (Germania) a 0.07;
  3. Alexis Pinturault (Francia) a 0.38;
  4. Brodie Seger (Canada) a 0.44; 5. Dominik Paris (Italia) a 0.55; 6. Matthias Mayer (Austria) a 0.60; 7. Matthieu Bailet (Francia) a 0.72; 8. Travis Ganong (USA) a 0.75; 9. Andreas Sander (Germania) a 0.88; 10. Beat Feuz (Svizzera) a 0.93; 11. Marco Odermatt (Svizzera) a 0.96; 12. Kjetil Jansrud (Norvegia) a 1.04; 13. Emanuele Buzzi (Italia) a 1.30; 14. James Crowford (Canada) a 1.35; 15. Jared Goldberg (USA) a 1.44; 16. Simon Jocher (Germania) a 1.63; 17. Henrik Roea (Norvegia) a 1.74; 18. Jeffrey Read (Canada) a 1.79; 19. Matteo Marsaglia (Italia) a 1.83; 20. Jan Zabystran (Repubblica Ceca) a 1.92; 21. Nils Allegre (Francia) a 1.93; 22. Albert Ortega (Spagna) a 2.07; 23. Christof Innerhofer (Italia) a 2.22; 24. Bostjan Kline (Slovenia) a 2.33; 25. Martin Cater (Slovenia) a 2.49; 26. Joan Verdu (Andorra) a 2.51; 27. Bryce Bennett (USA) a 2.52; 28. Willis Feazey (Nuova Zelanda) a 3.35; 29. Barnabas Szollos (Israele) a 3.42; 30. Marco Pfiffner (Liechtestein) a 3.61; 31. Martin Bendik (Slovacchia) a 5.44; 32. Juhan Luik (Estonia) a 7.15; 33. Elvis Opmanis (Lettonia) a 8.04; 34. Benjamin Szollos (Israele) a 9.65.

I commenti degli Azzurri

Dominik Paris: “Nel podio ci avevo creduto, però si sapeva che c’era ancora spazio fra i primi. Baumann ha trovato la giusta interpretazione ed è andato davanti. Quel passaggio stretto non era facile da capire: se frenavi troppo come ho fatto io perdevi troppo tempo. Il tracciato comunque era quello e andava fatto in ogni caso. Il quinto posto è sempre buono, però ai Mondiali non serve a niente. Alla fine sono contento comunque perché ho fatto un po’ fatica in superG quest’anno, e il risultato mi dà fiducia per la discesa. Ho avuton buone sensazioni. In discesa si capisce meglio come vanno le cose dopo avere fatto le prove”.

Emanuele Buzzi: “Era un tracciato un po’ anomalo, bisognava frenare e non siamo abituati a questo. Sono riuscito a vedere qualcuno e a farmi la strategia. Ho perso qualcosa in partenza, quando ho perso un laccetto del bastoncino. Poi recrimino un po’ sulla traversa dove potevo tirare fuori un po’ più di velocità. Mi sentivo bene, è un po’ un’occasione sprecata”.

Christof Innerhofer: “Ho avuto da subito brutte sensazioni e non sono riuscito a sciare, il tracciato non era facile, bisognava sciare anche con la testa. Sul passaggio dove gli altri sono usciti io ho frenato troppo. In ricognizione avevo pensato che il salto sarebbe stato lungo, e ho frenato troppo. Motivazione e fiducia ci sono sempre, speriamo che vada bene domenica”.

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