Rally Bellunese, una storia appassionante

La corsa organizzata da Asd Tre Cimne Promotor vanta una tradizione prestigiosa

Il Rally Bellunese, la competizione che i prossimi 22 e 23 maggio aprirà la Coppa Rally 4^ zona, è ormai da tempo un classico della specialità. Confidando che la situazione legata alla pandemia possa evolversi in maniera sempre più positiva, Asd Tre Cime Promotor sta continuando a curare nei particolari ogni aspetto dell’evento. Anche quest’anno, come consuetudine, saranno molti gli appassionati che non mancheranno l’appuntamento con la corsa e così il presidente “Brik” Selvestrel e tutti i suoi collaboratori non stanno lesinando energie affinché la trentaseiesima edizione sia all’altezza della tradizione.

Una storia nata quarantasei anni fa

 Il “Rally del Bellunese”, come si chiamava allora e come è stato chiamato fino alla sesta edizione, è nato nel 1975. La prima edizione, organizzata di concerto da Scuderia “Tre Cime” e Automobile Club Belluno, si corse nella notte fra il 12 e il 13 luglio per assegnare, nientemeno che, il primo trofeo “Marlboro World Championship Team”. La corsa, valida per il Trofeo Rally Nazionali 2^ zona, viene ricordata per la seconda vittoria assoluta nei rally della squadra Alfa Romeo, grazie all’equipaggio composto dal pilota-giornalista Leo Pittoni e dalla navigatrice friulana “Fox”, pseudonimo di Ida Cantarutti, su Alfetta GT. Ma anche per la partecipazione di alcuni futuri “big” dei rally italiani: “Tony” Fassina, su Lancia Stratos, vincitore delle prime due speciali e poi costretto ad abbandonare per un guasto meccanico; “Lucky” Battistolli, settimo assoluto con la Opel Ascona (Luigi Battistolli è il presidente dell’Automobile Club Vicenza che ha scelto il 36° Rally Bellunese come prova del proprio Trofeo sociale), Federico Ormezzano, ottavo assoluto e vincitore dell’ultima ps della gara, su Alfa Sud. I numeri di quel primo Rally del Bellunese parlano di 150 iscritti, 135 partenti, una settantina di classificati, percorso di 326 km di cui 50 di speciali distribuite a San Gaetano, Cirvoi e Valmorel per due passaggi, Col Falcon e Passo Duran. Il podio fu completato da Franco Ceccato e Piergiorgio Zonta, su Fiat 124 Abarth, secondi; e da Bauce-Bocca, su Opel Ascona della Patavium di Padova, terzi.

Doppiette di Lancia Stratos e Fiat 131 Abarth prima del lungo stop

Il “Bellunese”, con il medesimo assetto organizzativo che si reggeva sulla collaborazione fra AC Belluno e Scuderia “Tre Cime”, continuò con buon successo per altri quattro anni. La seconda e la terza edizione registrano le doppiette della vettura del momento, l’auto che ha segnato un’epoca: la Lancia Stratos. Il 25 luglio 1976 l’equipaggio della Scuderia Grifone Altoè-Fornari ha la meglio su quello del Jolly Club Besozzi-Brusatti, mentre Taufer, su Porsche, è terzo; il 10 luglio dell’anno dopo Altoè-Fornari precedono la vettura gemella (Stratos-Michelotto) di Liviero-Penariol e la Porsche Carrera di Taufer-Sartoretto, in gara per la Tre Cime. Il testimone passa poi alla Fiat 131 Abarth: il 9 luglio 1978 taglia per prima il traguardo di piazza dei Martiri quella con i colori della “4 Rombi” affidata a Franco Ceccato e Piergiorgio Zonta, che precede la Porsche Carrera dei friulani Marchiol-Campeis e l’altra 131 Abarth di Borsetto-Degan. Il 15 luglio 1979 la storica (perché unica di un pilota locale in quasi cinquant’anni) affermazione di Massimo Bonzo con Roberto Cernigai, che precedono, non senza polemiche, la vettura con gli stessi colori “4 Rombi” di Ceccato-Zonta e la Porsche RS di Pasutti-Bisol. Sembrò la gara del riscatto per il movimento rallistico veneto, in difficoltà dopo gli incidenti avvenuti qualche settimana prima a Padova, invece quella rimase l’ultima edizione del Rally del Bellunese fino agli anni ’90.

Una carrellata di “saranno famosi”

Le prime cinque edizioni del Rally del Bellunese videro la partecipazione di numerosi conduttori che in seguito hanno lasciato il segno nel mondo dei rally. Di Tony Fassina (tre volte campione italiano, un europeo e tre volte a podio nel Sanremo Mondiale), “Lucky” Battistolli (ha vinto una Mitropa Cup, due campionati italiani Turismo di serie, tre titoli italiani e due europei con le auto storiche) e Federico Ormezzano (due titoli tricolori di Gruppo 2, suo l’ultimo assoluto “moderno” della Lancia Stratos) si è già scritto. Ma non si possono scordare Gigi Pirollo (pluricampione italiano, europeo e mondiale), decimo assoluto con Zandonà nel 1976 e quarto assoluto con Pasetti nel 1977; Tonino Tognana (campione italiano 1982 con la Ferrari 308 GTB di Michelotto, pilota ufficiale Fiat e Lancia), terzo in Gruppo 1 1600 e dodicesimo assoluto nel 1977; Adartico Vudafieri (un titolo europeo e tre italiani in bacheca), vittima di un’uscita di strada a Valmorel nel 1977; Biasion-Siviero (due titoli mondiali ed uno europeo da ufficiali Lancia), secondi in Gruppo 1 2000 e tredicesimi assoluti nel 1979 con la Opel Kadett Gte.

Il tassello… un po’ meno mancante

La storiografia del Rally Bellunese era carente, fino ad ora, di dati completi riferiti alla sesta edizione, quella del 15 e 16 giugno 1991, che segnò la ripartenza della competizione dopo una interruzione di ben dodici anni. Anche in internet, sui siti di settore, in merito al “6° Rally del Bellunese” si trovava soltanto l’indicazione dei vincitori: i vicentini Franco Corradin e Paolo Zami, su Lancia Delta integrale 16v. Con soddisfazione Sport BellunoDolomiti, a conclusione di una certosina ricerca protrattasi alcuni lustri, è in grado di tappare un po’ questa falla storica. La corsa, valida come gara nazionale, assegnava il Trofeo Fiat De Bona e si disputò su un percorso di 355 km con 10 prove speciali disseminate a Col Falcon, Valnevera e Pianezze su asfalto, San Gaetano e Nevegal su sterrato. Gli iscritti furono 82.

Questa la classifica assoluta dei primi dieci: 1. Corradin-Zami (Lancia Delta integrale 16v) in 50’00’’; 2. Majer-Vanino (Lancia Delta integrale 16v) a 2’41’’; 3.Polo-Crosilla (Ford Sierra Cosworth) a 2’50’’; 4. Facca-Giovanelli (Fiat Uno turbo ie) a 3’35; 5. Basso-Andriolo (Bmw 325 4×4) a 3’48’’; 6. Pertegato-Piva (Lancia Delta integrale 16v) a 3’53’’; 7. Fusaro-“Braccobaldo” (VW Golf Gti) a 5’15’’; 8. De Barba-De Prà (Peugeot 309 Gti) a 5’17’’; 9. Crivellari-Cecchinato (Lancia Delta integrale 16v) a 5’27’’; 10. Didolani-Ferraro (Lancia Delta integrale) a 5’46’’.

Fra gli equipaggi iscritti: Borgo–Bonaguro (Bmw), Zanghellini-Peretti (Audi 90 Quattro), Caldart–Rossa (Peugeot 205), Bosco-Tormen (Ford Sierra Cosworth), Brik–Tormen (Fiat Ritmo 130 Abarth), Grigolo–Viel (Peugeot 205), Picardo–Cerrico (Opel Manta A4).

Questi, invece, i podi di classe: Classe A6: 1. Corradin-Zami, Lancia Delta integrale 16v, in 50.00; 2. Crivellari-Cecchinato, Lancia Delta integrale 16v, a 5.27; 3. D’Abramo-D’Abramo, Lancia Delta integrale 16v, a 7.20. Classe A5: 1. Facca-Giovannelli, Fiat Uno turbo i.e., in 53.35; 2. Basso-Andriolo, Bmw 325 4×4, a 0.13; 3. Campigotto-Tommasini, Fiat Uno turbo i.e., a 2.22. Classe A4: 1. Fusaro-“Braccobaldo”, VW Golf Gti, in 55.15; 2. Sandri-Nervo, Fiat Ritmo 130 Abarth, a 1.20; 3. De March-Prade, Opel Manta Gte, a 3.54. Classe A3: 1. Parissenti-Viel, Alfa Romeo 33 4×4, in 55.54; 2. Armellini-Cima, Alfa Romeo 33 Q.V., a 1.11; 3. Da Rin Spaletta-De Lotto, Ford Fiesta Xr2, a 2.05. Classe N6: 1. Majer-Vanino, Lancia Delta integrale, in 52.41; 2. Polo-Crosilla, Ford Sierra Cosworth 4×4, a 0.9; 3. Pertegato-Piva, Lancia Delta integrale, a 1.12. Classe N4: 1. De Barba-De Prà, Peugeot 309 Gti 16v, in 55.17; 2. Benvenuti-Bruno, Peugeot 205 Gti, a 2.53; 3. Manfrin-Pighin, Opel Kadett Gsi, a 4.24. Classe N3: 1. Caldart-Rolla, Toyota Corolla Gti, in 56.04; 2. Talo-Antole, Peugeot 205 rally, a 2.01; 3. Goatelli-Battisti, Citroen Visa Gt, a 2.19.

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