Fa sognare la March F2 di Bottura

Fra le 224 belle vetture che hanno animato la 47^ Alpe del Nevegal ce ne era una che, più di tutte, ha una storia sportiva di grossissimo spessore. La March 712M Formula 2 con la quale il trentino Adolfo Bottura ha conquistato il secondo posto assoluto nella gara riservata alle auto storiche è una di quelle vetture che, a pieno titolo, fanno parte della storia dell’automobilismo.

La performance di Adolfo

In Nevegal la monoposto color arancione ha effettuato solamente tre delle quattro salite previste. Dopo aver saltato il primo turno di prove, sabato, nel secondo Bottura ha fatto segnare un modesto 3 e 13 netto che lo ha posto al terzo posto di manche e al terzo posto di giornata, preceduto dall’Osella di Marelli e dalla Porsche di Gallusi. Domenica, in gara 1, il pilota trentino ha limato quasi sei secondi al proprio tempo, risalendo al secondo posto assoluto di categoria e dimezzando lo svantaggio sul leader della classifica. In gara 2, poi, Bottura si è migliorato ulteriormente in modo vistoso. Il 3.03.44 stampato con la March, quasi 10 secondi sotto il tempo realizzato il giorno prima, lo ha mantenuto secondo di categoria a soli 13 centesimi dal vincitore Marelli. Un fine settimana in crescendo e un risultato significativo per una vettura che ha pur sempre cinquant’anni.

I dati tecnici della monoposto

La March 712M Formula 2 che ha corso in Nevegal venne costruita nel 1971. La vettura è alimentata da un motore Ford Cosworth BDA da 1800 cc, ha una potenza di 240 cavalli, pesa 500 chili e ha un cambio a 5 velocità. Fra il 1971 e il 1973 venne utilizzata dai fratelli brianzoli Ernesto e Vittorio Brambilla nel Campionato europeo di Formula 2.

I fratelli Brambilla

Carlo Brambilla era proprietario di un’officina di riparazioni auto e moto a Monza. Da lui i figli Ernesto “Tino” e Vittorio ereditarono la passione per i motori. I fratelli Brambilla furono piloti motociclistici ed automobilistici ed entrambi iniziarono dai kart il loro percorso sulle quattro ruote.

Tino, il più vecchio dei due, fu campione italiano di terza categoria e due volte campione italiano juniores della 250 su MV Agusta. Corse dieci gare nel Motomondiale ottenendo all’esordio il terzo posto nel GP di Germania. Con la Bianchi divenne campione italiano seniores della 500. Dal 1963 passò alle auto, prima in Formula Junior, poi in Formula 3 dove fu vice campione italiano (1965) e campione italiano (1966). In Formula 2 gareggiò con una Brabham e una Ferrari Dino finendo terzo nell’Europeo 1968 alle spalle dei francesi Beltoise e Pescarolo.

Vittorio è considerato uno dei migliori piloti della storia della Formula 1 a guidare sul bagnato. Non a caso sotto il diluvio ottenne l’unico successo nella massima categoria al Gran premio d’Austria 1975, quando con la March “suonò” Lauda e Hunt. Campione italiano di Formula 3 nel 1972, campione italiano assoluto di velocità 1975 e 1976, in Formula 2 conquistò tre vittorie sui circuiti di Salisburgo, Albi e Vallelunga. Disputò una gara del Motomondiale, il Gran Premio delle Nazioni 1969 che chiuse dodicesimo con una Paton 500.

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